Demogorgon

I ragazzini scrivono c’è

come intercalare

al posto di cioè

e credo sia per assonanza

visto che i caratteri con cui comunicano

sono gratuiti

più dei baci

dei quali, ancora, hanno paura

Guardarli ridere mi mette a disagio

con i loro jeans strappati e le caviglie pelose

ma è solo perché io ho ancora i punti neri, tra le rughe.

 

È come la questione dei tacchi alti

guardavo le ragazze scivolare sui tacchi alti

e mi sentivo un Demogorgon

talmente diverso da fare male,

avrei voluto fermarle

e leccare le loro guance

per assorbirne la grazia, le risate contenute, le cose di femmine.

Ce n’è una in particolare, peserà 40 kg,

facciamo insieme colazione la mattina

senza salutarci mai

ha sempre uomini molto belli

e beve il caffè amaro.

Lei, sempre sui tacchi, ora è incinta

mentre io, con un precario sforzo di volontà

ho imparato ad andare sui tacchi,

con le anche e i piedini doloranti.

Per scoprire

che alta due metri

sono rimasta un Demogorgon.

 

Per questo

e per altre innumerevoli ragioni di convenienza

bisogna smettere di volersi diversi,

comprarsi una spina dorsale e parlare dell’autunno,

che cola le giornate e ci rende tutti più scontrosi,

in autunno i mostri possono nascondersi sotto i cappelli

ed acquattarsi nell’ombra liquida delle sale concerti

lontano dal sole e dai ragazzi che ridono,

sottosopra, dove qualche incauto viaggiatore

scambiando il baluginare di zanne per il riflesso della luna

ci potrà scambiare per creature affascinanti

 

e allora noi ci faremo passare

per qualche ora

la fame.

I diari

Non ho mai portato a termine niente, o meglio, non ho mai portato a termine nulla che dipendesse esclusivamente dalla mia forza di volontà.

Per questo, e per non perdermi un’ennesima volta, è il caso che questa forza di volontà si eserciti.

Buona lettura, a chi resterà con me.