Gradini

Quindi alcune amiche sono uscite e l’hanno lasciata a casa, senza avvertirla, ma l’evidenza del tradimento si è appalesata dalle stories su Instagram ed è un oceano di disperazione e stringere i pugni ed io vorrei dirle che peggiora, poi.

Che l’abbandono ed il rifiuto sono sensazioni con cui si impara a convivere, come il prurito, come le punture di zanzara o i dolori mestruali.

Che le persone di cui ti fidi ad un certo momento decidono che è più importante qualcosa di diverso dalla fiducia che in loro riponi, e non lo fanno per cattiveria o per dimenticanza, lo fanno perché la vita è così, ci sono come tanti gradini e le cose che prima erano importanti poi, in qualche modo, non lo sono più, e o hai la fortuna di essere sullo stesso gradino di tutte le persone che ami tutto il tempo oppure a volte capita che ti giri e tutto intorno è cambiato.

E i caffè non hanno più lo stesso sapore, o i divani le stesse posizioni, le serie TV gli stessi spettatori.E per quanto sia fisicamente incongruente, all’inizio, in ogni caso e tutto sommato c’è qualcosa di puro e bello in questo spampanarsi di carte, in questo continuo reinvertebrarsi di abitudini. Se si ha l’accortezza di non considerare il proprio gradino l’unico possibile è quello che rende il mondo un bel posto in cui stare, che puoi vivere mille vite in quell’una che hai, se sai ascoltare, se non hai paura di non essere uguale, se hai il coraggio di non sentirti migliore.

Perché, ad esempio, io su Vasco Rossi ho dei dubbi, ma Albachiara cantata all’unisono da duecentoventimila persone deve essere un bel racconto, da raccontare.

Quindi buona notte a tutte le notti, agli amici che avevo e non ho, a chiunque mi amava e io no, ai noi, i voi e a tutti i plurali che abbiamo lasciato seccare.

Agli io che, imperterriti, ogni notte mandiamo a dormire.

Che ognuno abbia casa sul proprio gradino.