San Francisco

Mi sono seduta su una seggiolina storta, sotto la luce del sole squamato dalla nebbia solida che c’è qui. Io conosco la nebbia, ma questa è diversa, non sale dalla terra riscaldata, dai campi traboccanti d’umido. Questo è un tappeto che si srotola giù dalle montagne, fino al mare. Questa nebbia scende, fin dentro le stanze dei poeti morti, e fa più fatica a levarsi dai coglioni di uno che non accetta un due di picche.

IMG_1604

Mi sono seduta e ho preso un libro e ho pensato che ci vorrebbero più stanze come questa nel mondo, e ho pensato che metà delle persone che hanno scritto i libri alle pareti io le considero miei amici. Io parlo coi poeti morti o irraggiungibili ma, del resto, tutti gli altri sono blogger o influencer o, ancor peggio, cantautori. E non è neppure la più strana delle cose che mi capita di fare.

IMG_1597

 

Comunque, mi sono seduta su questa sedia e ho raccontato alle coste dei libri – che tanto non possono protestare – di una città sul Delta del fiume Sacramento, costruita per prima in tutto il continente “dai cinesi per i cinesi”, in un moto di orgoglio che mirava a restituire dignità a lavoratori emarginati e discriminati che in condizioni di quasi schiavitù hanno bonificato questa enorme pianura, una pianura come la mia, ma più calda e più zuppa d’acqua e di zanzare e di malaria. Di come questa città sia stata col tempo abbandonata e le sue casette di legno ora restino in piedi contro ogni previsione, messe a rischio dall’ininterrotto passare dei camion lungo la statale.

E mi sono particolarmente infervorata nell’evidenziare l’incapacità di un popolo intero di saper riconoscere quali monumenti sono necessari alla memoria collettiva, quali statue è necessario tenere e quali si possono dimenticare, almeno fino a che non è salito un gruppo di turisti spagnoli ed io ho mi sono sentita un po’ cogliona messa lì su questa seggioletta, un po’ come un gufo, o uno che non beve il caffè.

IMG_1598

 

Così sono scesa e intorno c’era San Francisco con le sue storie vecchie e nuove, accatastate le une all’altre come legna per l’inverno ma tutte in bella vista, trofei o cicatrici, chi può dirlo. E c’erano i ragazzi che bevevano kombucha con le biciclette da corsa e c’erano i vecchi cinesi che facevano Tai Chi dentro i garage e c’erano i treni stipati verso affitti meno cari e c’erano gli italiani in gita con la tuta dell’adidas in acetato.

IMG_1631

E poi la nebbia si è alzata ed io mi sono dimenticata di Locke, dei cinesi che bonificavano le paludi e dei poeti ed ho pensato solo a recuperare un altro Bubble Tea.

E questo è il motivo per cui non faccio recensioni su TripAdvisor.

IMG_1560

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...