Originale

Una giornata

da dimenticare

dicono tutti davanti alle birre e agli aperitivi ipercalorici,

passandosi le mani sugli occhi,

ma solo gli uomini

(per via del mascara, dell’ombretto

delle vecchie abitudini che la tecnologia cosmetica

non è stata ancora in grado di modificare)

premendosi il monte della luna sugli occhi,

all’incrocio tra la linea della testa e quella dell’intuito

(la mia linea del destino parte dal centro del palmo

 la mia linea della mia felicità è talmente corta

 che ho fatto del contraddirla

 una ragione di vita)

dimenticano giornate come mezze stagioni,

davanti agli spritz annacquati e alle toniche corrette

con gin neomillenari distillati da barbuti trentacinquenni in masserie ristrutturate con materiali vegani presso le campagne di Ivrea

(cazzo pensa

che sorte strana

nascere a Ivrea)

tutti vogliono dimenticare

una giornata

o mille

ed è per questo che così facilmente ci si innamora dei colleghi

perchè è l’unica cosa da fare

per potersi dimenticare

se stessi

e la propria assenza di direzione

ma solo per un po’

 

Dimenticare la giornata

è un imperativo colletivo da coltivare con la massima intenzione

occorre inanellarle

(le giornate)

le une alle altre

come fedi dorate

finchè la vita stessa non assomigli nella sua interezza

ad una catena placcata oscillante

al collo di un pugliese

io ci son stata in Puglia

 (e c’era il sole

e il mare

e il vento

come si dice)

anche se non

son stata in Salento

bensì a Grottaglie

che era piena di disegni e vecchi e cani e

giovani ragazzi incomprensibilmente

gravidi di idee e ideali

ed era comunque

e forse per questo

un posto molto lontano da qui.

 

É stato a Grottaglie

sul tetto bianco di una casa

  (è aduso, mi dicono, abitare i tetti

 da quelle parti

credo sia il caldo)

mentre la mia amica Anna comprava ghiaccioli di ceramica

io guardavo un gallo e forse fumavo

le circostanze delle cose si ostinano a sfuggirmi

ma certamente

su quel tetto bianco

mentre forse fumavo

ho deciso

che non avrei più lasciato scivolarmi il tempo intorno

come macchine sulla tangenziale

e che ogni giornata

da quella giornata

sarebbe stata a suo modo

ricordata

o anche solo

ricordabile.

 

Ovviamente ho fallito

perchè mi disegnano così e poi anche per via del fatto

che il progetto era comunque molto ambizioso

ma in retrospettiva

penso in ogni casi di essere molto più viva

di altri

meno sconfitta

dei più

quasi degna nel mio quotidiano scivolare alla morte

la mia autocoscienza mi fa guadagnare punti PienezzaDiVita

come le pubblicità di youtube

non mi mento mai, non he ho più bisogno

ed è un risultato

che se ci penso

è più che accettabile,

se ci penso

penso che la mia vita sia

tutto sommato ok

magari non proprio

un orginale Netflix

ma dai

almeno tipo

una fiction Rai

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