Fenicotteri

I fenicotteri nascono grigi, e l’ho scoperto un giorno che faceva molto caldo e il caldo mi impediva di svolgere le funzioni a me preposte. Quindi me ne stavo, bombardata di luce, sul limitare della conoscenza enciclopedica – peraltro appena uscita da uno sciopero generale – e mi sono imbattuta in questa importantissima nozione.

Praticamente, i fenicotteri nascono grigi, un po’ come i cigni. Solo che poi i cigni crescono per diventare i bianchi protagonisti delle fiabe di tristoni danesi che insegnano ai bambini quello che le mamme non vogliono spiegargli, cioè che il mondo tutto sommato fa schifo.
I fenicotteri invece cominciano a vivere la loro vita molto sociale, fatta di strani balletti e cambiare spesso piede d’appoggio – dal momento che abitano in posti molto caldi e non si vogliono scottare. Parlano tra loro spesso e volentieri, e quando lo fanno robiscono, che è una parola che è stata creata dagli scienziati appositamente per definire il loro conversare – e solo il loro, si badi bene – sostanzialmente molto simile ad uno starnuto.

E così, robendo e danzando crescono e si allungano fino a diventare alti quasi come me. Per farlo mangiano. Cianobatteri e molluschi ma soprattutto piccoli crostacei simili ai gamberetti.

È questo loro mangiar soltanto gamberetti che cambia il colore delle piume da grigio in rosa. Il che, a pensarci, è una cosa molto importante. Se fossimo tutti fenicotteri, ad esempio, gli gli hipster di Portland (OR) dovrebbero cominciare a diventare sempre più verdognoli, fino ad assumere il colore caldo degli Avocado che consumano in così grande quantità. E camminando così verderamati li si potrebbe riconoscere anche dall’altro lato della strada, e loro – d’altro canto – non avrebbero più bisogno di vestirsi in modo impietosamente imbarazzante, basterebbe la pelle per segnalarsi l’un l’altro la loro specie di appartenenza e per il resto potrebbero avere un abito nero con la camicia rossa, come Dylan Dog, e non cambiarselo mai.

Purtroppo però noi non siamo fenicotteri ed il colore della pelle è per noi irrilevante.

O almeno, dovrebbe esserlo.

Solo che boh, sembra che alla maggior parte di noi questo memo non sia arrivato.

Noi non siamo fenicotteri e non mangiamo solo gamberetti e non è affatto il caso di aver paura gli uni degli altri, a prescindere dal colore che abbiamo che – dovremmo sapere – non è indice assolutamente di niente. Quello che conta, per la nostra specie, quello che ci distingue gli uni dagli altri è tutto chiuso nella scatola tra le orecchie. Non c’è alcun modo per individuarne il contenuto da lontano, né – peraltro – da vicino. Non dall’esterno, perlomeno.

Per distinguerci gli uni dagli altri, per conoscersi, è necessario sedersi, guardarsi negli occhi e parlare. Ed è una cosa così bella, da fare.

Questo volevo dire, ma – come spesso mi accade – non c’era nessuno ad ascoltare. C’ero solo io, e il caldo e così mi sono alzata e ho cucinato una torta.

Mentre impastavo le mani hanno iniziato a incrostarsi di farina e uova, il che è ovviamente una cosa che capita sempre, a chi impasta. Quando ho aperto il rubinetto per lavarle ho avuto come l’impressione che la mia vita sia un po’ così, come un eccesso di impasto rappreso sulle mani, un fastidioso e comune inconveniente. Finché avrò rotto i coglioni, e l’universo mi laverà via, ed io mi scioglierò pian piano, come le trecce quando non le fermi con l’elastico.

Questo pensiero, ad essere onesta, un po’ mi ha rattristato, ma alla fine la torta era buona e allora son tornata a pensare ai fenicotteri, in special modo quelli che stanno nel giardino di quella Villa a Palestro.
Si vedono a guardar bene, nei ritagli della siepe e della cancellata, ed è perfettamente calzante perché quella è una di quelle zone in cui Milano ti fa sentire niente più che un voyeur che spia cose che non capisce né gli appartengono.

Chissà poi dove li trovano i gamberetti a Milano.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...