Neoproletariat

Le squadre di calcio continuavano
a vincere
e perdere
seguendo i pronostici
io ogni mattina consultavo
l’I Ching
dalle pagine della Gazzetta dello Sport
l’autunno tardava ad arrivare
come a volte le mestruazioni
come avvolto nella nebbia
d’ottobre
raschiavo dagli angoli frammenti di un sole
che se avessi trovato
avrei tenuto per me

Gli uomini forti
spruzzavano paura dalle cisti sebacee
io dirigevo il traffico
dei miei interstizi
mentre tu
ti dirigevi altrove
e in tutto il disordine sovranista
sordo al senso della sovranità
Federico Lucia svaligiava il Carrefour
sotto casa sua
nel Carrefour
sotto casa mia
i disperati compravano il tavernello

Ma silenzioso come una marea,
inconferente
(con la paura maggioritaria
d’essere tutt’un tratto e forzosamente
ricostretti a esser poveri)
e resiliente
(come chi col cuore strappato
ad un sorriso, arrossendo, risponde)
s’affaciava sotto le nostre pelli canidide
il brusio dorato
di un amore purissimo
perché
vero
come veridica è la constatazione
che ogni essere è nato per vivere
di se stesso padrone

E non costretto a scappare
E non costretto a morire
E non costretto a fottere
E non costretto a vivere
Se non vuole

Ed io non voglio
altro
che
te

 

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