Lorenzo ’94

Quando te ne sei andato
io mi sono come impoltigliata
e tutto intorno s’è confuso, le strade – tutte – contorte
i sapori frastagliati, i rumori
come agghindati, come i contorni, sfondati
come in mezzo all’oceano io
respiravo acqua tossendo fantasmi
guardando l’acqua della vasca da bagno colare giù dal
soffitto piangevo vodka
come una Madonna
Sudavo
Sangue
e non riuscivo a fare altro
che camminare. Peraltro, camminando spesso inciampavo
perchè mi penzolavi fuori dal polpaccio sinistro
come un osso rotto (quando te ne sei andato) tu
mi sei rimasto incagliato
nello sterno
come un iceberg nel Titanic.

Quando non ci sei stato più
io sono rimasta come impigliata
tra il tempo in cui c’eri
e il nuovo adesso, quello silenzioso,
quello del silenzio la sera davanti alla finestra
sono rimasta
ogni sera
davanti alla finestra
arrotolata nel silenzio
ma senza accendere la tele
un riflesso, il mio riflesso, come un manichino
nudo e solo la finestra davanti
ma senza un fuori
sono rimasta indietro a me stessa,
l’ombra di un presentimento
quando non ci sei stato più
io mi son trovata incompiuta
come la Rivoluzione Comunista
o una dieta troppo rigida

Quando ho imparato la tua assenza
con le dita – da sola –
è stato intorno alle cose che non si possono fare da sole
come la spesa
o i bucati,
e in controluce, a ben guardare,
gli angoli hanno iniziato a rimarginarsi, come le ferite,
come per inerzia i sassi hanno ripreso a rotolare
lungo le colline dei miei fianchi
ho smesso di inciampare
io  
ho ripreso ad inciampare solo per distrazione
e i profumi e forse c’è stata anche qualche primavera
c’eri soltanto – sempre –
come una di quelle canzoni che non ti piacciono ma restano
nell’orecchio, incastrate,
tu eri non più carne ma i ricordi ed un tempo indefinito
che mi è stato asportato, che mi hanno raschiato via
c’eri soltanto
nel nostro tempo abortito

Quando mi sono trovata a ridere
di nuovo ti ho cercato
e un po’ ci ho messo, a ritrovarti,
nell’ippocampo
ti sei arenato, nella memoria, ti conosco a memoria
come tutti i testi di Lorenzo ’94,
senza volerlo senza coscienza
sei rimasto embeddato
nella mia carne
il ricordo di
te è nella mia carne
come il peccato originale
Sai? Non mi manchi più
solo a volte
soprattutto quando cala la sera
ci penso e penso
che mi manco io,
com’ero prima di te
com’ero prima del dolore
come vorrei che mi trovasse chi
da qualche parte aspetta
me
chi per diritto spetta a me e non si
merita di trovarmi già
spezzata

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