Sotto l’ombra di un bel fior

L’autunno si schianta sulle cose
e i poeti escono dal letargo
dopo le foto di ginocchia sul bagnasciuga
dopo tutte le parole brutte
come bagnasciuga
e i concerti di Coez
all’Arena
a cui non sono andata, ma senza dispiacermi

Dopo i roghi dei libri
senza fuochi
né libri
perché ormai non ci sono più segni tangibili
di nessun tipo di cosa
è tutto nascosto oltre il visibile
come un tumore
o la Libia
anche delle eclissi di luna
ognuno si cura poco
perché fare le foto
al buco della notte che c’è al posto della luna
non è che proprio ti faccia prendere i big likes

Dopo i matrimoni con i charter dedicati
e le stories dai paesi lontani
dopo la diarrea
e i calamari
io mi ricordo 24 maggio
quando tornavo a casa facendo il giro lungo
prima della nuova modernità
mi ricordo Milano
quando era solo una città
ora è un baluardo
dicono
Io non ci abito più

Dopo la gente incatenata sulle navi
ma solo quando le navi
arrivavano in campagna elettorale
e sotto le navi gli arancini
e intorno agli arancini le persone a litigare fra loro
su chi fra loro abbia maggior diritto di essere lì
a sventolare gli arancini
e altre persone ma con meno arancini e più manganelli
e molti giornalisti
e le televisioni
e Catania
e il mare
e il deserto del Maghreb
e i tuareg nel deserto del Maghreb
e molto più lontano da qualche parte
la scatola di sabbia
e forse una guerra civile

Dopo gli squadristi in spiaggia
e i morti in Liguria
alla prima pioggia
dopo che la gente
muore ancora per la pioggia
in questo paese che ci si sfalda sotto gli occhi
così come l’estate ci muore intorno
tutti guardano altrove
perché la Nazione
ha ritrovato la sua direzione

E ovviamente è la più sbagliata

In questa
estate in cui
Avrei dovuto trovare le parole
io non l’ho fatto
Perché sono fragile
non ho costanza o vocazione
e in buona sostanza
mi son fatta distrarre
da tutti gli amori non ricambiati
dai piedi dei ragazzi nella sabbia
dalle gambe nelle minigonne
mi sono fatta distrarre
da te che non eri un fuoco
ma un accendino
quando chiunque ora
svapa

In questa estate io
non ho detto
nessuna parola
sono rimasta in secondo piano
come un affresco o un bassorilievo
con la netta consapevolezza
che sto sprecando tempo
che sto sprecando fiato
che dovrei usare le parole e il fiato
per invertire la rotta
per ritrovare la strada
per evitare di svegliarmi
in montagna a dover intonare canzoni di guerra
ma senza fiori
Perché i fiori sono una cosa vera
Come scrivere sui quaderni incrostati di fango
Come la guerra
Come la fame
Come la morte
in montagna
per la libertà e
Nessuno qui è pronto a morire per la libertà

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...